La Storia del Veneto non può essere ristretta alla celebrazione delle sole glorie marinare della Serenissima e del suo amato leòn, o alla rievocazione di un Veneto contadino e “timorato di Dio”, che da decenni non esiste più.
La storia del Veneto è una vicenda ricca di mille sfaccettature che ben delineano il suo carattere cosmopolita e mostrano come i suoi orizzonti siano sempre stati rivolti non solo verso Oriente, ma anche verso Occidente.
Le storie dei Cimbri delle Montagne, che vengono narrate in questo libro, mostrano con grande evidenza che è esistito anche un Veneto tedesco, con un suo dialetto ostico e pieno di fascino, e un Veneto montanaro, legato ferocemente alla terra; che è esistito un Veneto protestante, austero e riformatore e che è inoltre esistito – ed esiste tuttora – un Veneto industriale: il Veneto del lavoro, della fabbrica, della tecnologia e – soprattutto se riferito al mondo cimbro nell’800 – il Veneto del riformismo sociale, del welfare aziendale, della modernità.
Ognuno di questi aspetti ha concorso a formare i caratteri e la cultura del Veneto contemporaneo e di ognuno di essi possiamo riuscire ancora oggi a coglierne, sottotraccia, la presenza e, talvolta, anche l’insospettabile vitalità.
A partire dall’anno Mille dopo Cristo, una moltitudine di coloni germanici di volta in volta denominati thodeschi, teutonici o alemanni s’insediarono sui monti e nelle valli poste a cavallo delle province di Vicenza, Verona e Trento, con una loro cultura, una loro lingua e una storia ricca di avvenimenti
Nonostante il tempo abbia cancellato le tracce più antiche sono giunti fino a noi documenti cronache, nomi e toponimi che ci permettono di ricostruire le vicende di coloro che un tempo dichiaravano d’essere Tzimber”, e cioè carpentieri, e che oggigiorno sono noti come i Cimbri della montagna veneto-trentina.
Un popolo creduto da molti ormai estinto ma che invece esiste ancora e la cui storia, per certi aspetti esemplare, è continuata di secolo in secolo fino ai giorni nostri. E continua ancora oggi.