Il romanzo Giallo Palladio, uscito nel 2022, è probabilmente il libro di maggior successo, assieme a La valle dell’Orco, tra quelli scritti dall’autore. È un giallo allo stesso tempo scanzonato e profondo, in bilico tra l’essere un saggio di storia dell’arte e un thriller avvincente. In questo romanzo la figura di Palladio e delle sue opere – raccontate con acutezza e competenza – s’intrecciano con una trama di delitti e di sospetti che, come sempre, prende avvio nelle valli quiete e appartate dell’Altovicentino.
Siamo nel 1980 e i fatti prendono inizio e conclusione nel territorio tra i monti della provincia, dalle cui viscere sono state tratte le bianche pietre della Basilica palladiana. Un mondo dove ancora si può sentire l’eco dell’arcaico dialetto cimbro e dove ci si pone una strana domanda: che fine hanno fatto i disegni di scenografie urbane e teatrali redatti da Andrea Palladio?
La cornetta del telefono gli sfuggì di mano, tanta era l’agitazione, finché non fece un respiro profondo e deglutì… poi lesse il numero d’emergenza stampato nel cartello appeso al muro e lo compose. Dall’altro capo del filo gli rispose una voce annoiata:
«Questura di Vicenza…»”
Il primo crudele omicidio avviene nella più famosa villa di Palladio, la Rotonda, posta su un colle nei pressi di Vicenza. La città ne resta impressionata, ma quel delitto è solo il primo di una serie che le indagini dovranno decifrare, in un crescendo di colpi di scena. In via del tutto straordinaria, l’inchiesta viene condotta congiuntamente da Carabinieri e Polizia.
Il maresciallo Piconese e il commissario Bonturi dovranno muoversi, senza un attimo di tregua, sull’intero territorio veneto: a partire dalla minuscola e appartata Val di Rio Freddo, tra le montagne vicentine, scendendo quindi a Vicenza, a Padova e a Venezia. Il profilo del colpevole è sfuggente e anche le tracce da seguire si rivelano labili: un’utilitaria color verdino, una solitaria villa di campagna, degli introvabili disegni teatrali di Palladio…
La vicenda si svolge nell’autunno del 1980, in una regione nella quale alle antiche ville palladiane si sono via via affiancati i tanti capannoni industriali. Sarà proprio scavando a fondo in quella terra, sospesa tra smisurata bellezza e degrado incalzante, che gli investigatori troveranno la chiave per risolvere i delitti.
«…il delitto era stato compiuto addirittura nel giardino della Rotonda, l’edificio forse più famoso del capoluogo, e il giornalista aveva sottolineato con enfasi che il sangue versato ai piedi della scalinata rappresentava un vero e proprio “sacrilegio”. Come se si fosse violata e sfregiata l’anima stessa della città. La sua immagine più nobile.»
Un’indagine avvincente tra contrade di montagna e ville palladiane, tra Vicenza, Padova e Venezia, nei luoghi dove Andrea Palladio ha costruito i suoi capolavori.