Il libro “Historia degli Uscochi” racconta la lunga guerra combattuta dalla Repubblica di Venezia, contro i pirati dalmati che infestavano l’Adriatico e che vennero denominati “Uscocchi”. È stato scritto dal 1590 al 1602, per mano di Minuccio Minucci (1551-1604), membro della Segreteria di Stato presso il Vaticano e poi arcivescovo di Zara, e completato successivamente in due riprese (con la “Aggiunta” dal 1602 al 1613 e con il “Supplimento” dal 1613 al 1616) da Paolo Sarpi (1552-1623), teologo e storico veneziano. È stato infine edito a Venezia nel 1676.
“Per quanti se ne ammazzassero, altrettanti ne spuntavano fuori.“
A voler dire poi tutta la verità, si doveva anche sottolineare come le donne degli Uscocchi avessero in questa storia la loro grossa parte di colpa, perché tutti sapevano che quelle mogli, anziché essere dedite a filare e cucire, incitavano ogni giorno i mariti a rimpinguare la propria casa spargendo il sangue altrui.
A Segna, gli stessi religiosi, frati o preti che fossero, esortavano alle ruberie nelle pubbliche prediche, e le loro chiese ricevevano la decima sui proventi dei furti; erano stimate le famiglie più onorate della città, quelle che discendevano da delinquenti impiccati per pirateria.
Una libera trascrizione della famosa “Historia degli Vscochi” pubblicata a Venezia nel 1676
Nella Venezia del ‘500 un nuovo nemico si affaccia all’orizzonte gli Uscocchi, i feroci pirati dell’Adriatico: “La lotta contro i pirati assomigliava ogni giorno di più a quella che può compiere il leone contro la zanzara, che per quanto agiti le zanne, gli artigli e la coda raramente riesce a colpirla e quel fastidioso insetto, ronzandogli fin dentro alle orecchie, lo inquieta e lo irrita sempre più.”